C’è qualcuno che crede utile la nascita di nuovi casinò sull’italico territorio

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C’è chi si domanda, compresa la redazione della nota guida ai casino online di Casinosicurionline.net, se sia giusto che continuino a “fiorire” nuovi casinò online senza prendere veramente in esame la possibilità di aprire nuovi casinò “terrestri” visto che tante località turistiche accoglierebbero queste strutture “a braccia aperte”, sopratutto località che indietro nel tempo avevano già ospitato Case da Gioco, successivamente eliminate. Da qui e da questa premessa nasce probabilmente la proposta di un disegno di legge recante il titolo “Istituzione di nuove Case da Gioco in località turistiche ed adozione del Codice del gioco d’azzardo”.

Bisogna, però, sottolineare che “rimangono a presidio del gioco legale gli articoli 718-722 del codice penale, ponendo un divieto generale per il gioco d’azzardo e per l’apertura di nuove case da gioco, per le quali vige un regime speciale derogatorio”. É quello che consente la vita ludica delle attuali Case da Gioco tricolore che si contano sulla dita di una mano: Venezia, Sanremo, Saint Vincent e Campione d’Italia di fronte a Lugano, casinò italico nato appunto per limitare i flussi turistici del gioco verso quest’ultima città.

Nello scorso anno è stato espresso anche un certo interesse da parte del Governo per l’iniziativa di “toccare il comparto casinò”, per la sua estensione nelle zone italiche non coperte, nell’organizzazione del marketing, cercando di proporre una sola società che possa gestire tutte e quattro le strutture: e questo lasciava “intravedere o sperare” che in questo segmento del gioco si potessero vedere novità interessanti. Il sottosegretario ai giochi, Pier Paolo Baretta, ogni tanto, ha cercato di riproporre anche in Conferenza Unificata questo discorso che però è stato “fagocitato” dalla confusione che già era presente nella trattativa per la riforma del gioco “normale”, non da Casa da Gioco.

Il gioco ha una sua vocazione personale, quella di intrattenere i vacanzieri nei periodi “solari” di villeggiatura, bisognerebbe agire nel modo che alcune località turistiche possano anche usufruire di questo “divertimento ludico”! Il gioco, infatti, come sottolinea la proposta del disegno di legge, può significare anche sviluppo del turismo e delle attività economiche e, per ciò, si propone di modificare la disciplina attuale in materia di Case da Gioco consentendo l’apertura nelle località turistiche.

Sopratutto, cambiando l’impostazione attuale degli italici casinò che ne concede l’apertura come una deroga al codice penale da richiedere al Ministero dell’Interno: dovrebbero, invece, essere i Comuni a chiedere l’apertura di nuove Case da Gioco al Ministro per lo Sviluppo Economico che lo potrebbe autorizzare d’accordo con il Ministro dell’Interno per le questioni inerenti l’ordine pubblico, nonché di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze per le questioni che attengono le problematiche fiscali collegate al gioco d’azzardo.

L’apertura di nuovi casinò dovrebbe essere vista prima di tutto come occasione per creare maggiore ricchezza nei territori che li ospitano, come già succede con quelle esistenti. In questo percorso, ovviamente, dovranno essere coinvolte le Regioni, ovvero le province autonome, per il ruolo importante che le stesse rivestono in materia di turismo e di urbanizzazione. Naturalmente, nella disciplina che si propone per regolamentare il comparto, si dovrà tenere conto anche dell’esigenza di comparare l’istituzione delle nuove Case da Gioco ai parametri di riferimento adottati dagli altri Stati Membri dell’unione europea.

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