La Rivista Del Manifesto
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Tra mare e monti: mete del Pacifico imperdibili

La riscossa del Pacifico

Per anni l’Oceano Pacifico  è rimasto un po’ in disparte tra le destinazioni più richieste dal mercato italiano, ma negli ultimi anni stiamo assistendo ad un’inversione di tendenza che lo riporta in testa alle classifiche turistiche non soltanto per i viaggi di nozze.  La diversificazione dell’offerta ha fatto si che le isole del Pacifico fossero recepite non più come vacanze extralusso per coppie,  ma adatte anche alle famiglie. Del resto anche l’Australia oggi sembra essere meno lontana ed è sempre più amata da una clientela giovane che riesce ad unire alla vacanza anche la possibilità di lavorare per un periodo all’estero.

In crociera dove il mare è più blu

Sono tante le proposte che le più grandi compagnie di crociera lanciano sul mercato per la navigazione nell’Oceano Pacifico. Norwegian Cruise Line propone per la lunga stagione invernale da novembre 2016 all’aprile 2018 crociere alle Hawaii, in Australia e in Nuova Zelanda con partenze da Sydney e Auckland e tappe in Polinesia francese e isole Fiji, Bali, Shanghai e Incheon (Seoul) nel corso della navigazione. Con Costa Crociere si potrà andare alla scoperta non soltanto della natura incontaminata degli atolli più suggestivi tra Australia e Nuova Zelanda, ma anche di importanti città. Anche Royal Caribbean propone itinerari alla scoperta del Sud del Pacifico, isole Fiji, Australia e Nuova Zelanda entrando in contatto con tradizioni e culture lontane.

Tahiti: “Embraced by Mana”

La campagna di Tahiti Tourisme “Embraced by Mana” (Abbracciate da Mana) lanciata ad inizio anno racchiude l’essenza delle isole, la dualità. Qui, infatti, si trova non soltanto un paradiso naturale, ma anche una vacanza piena di avventura. Sono 118 le isole che compongono i cinque arcipelaghi. Bora Bora, Moorea, Huahine, Taha’a, Raiatea, Manihi, Tikehau, Rangiroa, Fakarava, le Marchesi e le altre meravigliose isole coprono una superficie di oltre due milioni di chilometri quadrati dell’Oceano Pacifico meridionale. Nel primo semestre del 2016 sono stati 1.787 gli italiani che si sono recati nelle isole e secondo quanto afferma Verly Atae, responsabile Europa di Tahiti Tourisme, sta crescendo l’interesse da parte degli italiani per le isole della Polinesia francese. Particolarmente apprezzate sembrano essere le Isole Marchesi che consentono di unire alla vacanza relax anche quella culturale. Il fascino delle isole della Polinesia francese passa anche attraverso piccoli riti da provare come consiglia proprio il sito ufficiale di Tahiti Tourisme. Si inizia consigliando di trascorrere almeno una notte in un bungalow sull’acqua per proseguire con un tuffo in un acquario naturale. Tra le destinazioni più ricercate dagli amanti della subacquea, Rangiroa, il maggiore atollo delle Isole Tuamotu, Fakarava, definita la Mecca dei subacquei, e Tikehau. Non meno affascinanti le Isole della Società, le Isole Marchesi e le Isole Australi. E dall’ammirare i pesci ad assaporarli il passo è breve. Il consiglio è quindi di provare il pesce marinato con il latte di cocco che si trova in ogni locale. Non mancano altre specialità come i piatti cotti nel forno tipico tahitiano (ma’a tahiti).  Altro imperdibile consiglio del sito di Taihti Turisme è la visita del mercato di Pape’ete. All’alba già si vendono fiori e verdura e il pesce, seguono i prodotti artigianali. Appagati palato e occhi non rimane che andare alla scoperta delle isole. Prima tra tutte Moorea per poi passare agli atolli delle isole Tuamotu, luoghi incontaminati dove è nata l’industria delle perle coltivate di Tahiti. E se si parla di perle non si può prescindere da Bora Bora chiamata appunto “Perla del Pacifico”. Qui hotel di lusso e spa grandiose sorgono in un contesto naturalistico unico al mondo. Un occhio alla cultura non guasta e quindi è d’obbligo visitare un “marae”, reperti archeologici che si trovano a Raiatea e a Huahine nelle isole Marchesi. Chiudiamo la carrellata di consigli suggeriti dal sito thaiti-tourisme con la danza che ha un ruolo primario nella cultura polinesiana. La festa annuale del Heiva i Tahiti, che si tiene nel mese di luglio a Tahiti e nella maggior parte delle isole, è un’occasione perfetta per ammirare l’esibizione di alcuni dei professionisti e delle scuole di danza più prestigiose. I principali hotel organizzano regolarmente serate polinesiane con canzoni e danze durante happy hour o buffet a tema. www.tahiti-tourisme.it.

Nuova Caledonia dove le isole sono conchiglie

Una vacanza in Nuova Caledonia non è mai una vacanza banale, le sue isole a forma di conchiglia regalano al visitatore momenti unici in cui la natura stupisce e avvolge. Qui l’offerta è diversificata: si passa dal completo relax di spiagge con sabbia bianca, alle escursioni tra foreste e montagne. In questa terra unica si può andare scoperta della biodiversità endemica marina e terrestre, si possono effettuare immersioni uniche, giocare a golf,  e praticare ogni tipo di sport, il kitesurf, surf, windsurf, parapendio, paracadutismo, caccia, pesca, navigazione da diporto, equitazione. Chi ama unire divertimento e cultura al viaggio in Nuova Caledonia non rimarrà deluso. Da visitare il Centro Culturale Tjibaou, realizzato dall’architetto Renzo Piano e ispirato alle capanne melanesiane. Nel 2008 la grande laguna della Nuova Caledonia è stata iscritta al patrimonio Mondiale dell’UNESCO, mentre la barriera corallina è la seconda al mondo per estensione dopo quella dell’Australia. Punto di forza del paese è la biodiversità che ne fanno un luogo unico al mondo, qui la natura viene preservata, accudita e rispettata. Da non perdere la capitale, Noumea e il famoso Cuore di Voh (cuore scolpito dalla natura nella vegetazione costituita di mangrovie). Tra le chicche si consiglia la baia di Hienghene che consente di passare dalla montagna alla foresta e quindi al mare. Caratteristica principale sono le formazioni rocciose che si possono ammirare, la sfinge, gli isolotti e la chioccia. Poco distante è la cima più alta del paese, il Monte Painè (1628m) che lascia incantati, ma poi si torna al mare sulle spiagge dell’Isola dei Pini, uno tra i luoghi più suggestivi al mondo in fatto di mare incontaminato.

Numeri da record per le Isole Cook

Le Isole Cook stanno vivendo un momento molto felice per il turismo; sono, infatti, in aumento i flussi turistici internazionali. La prima metà del 2016 ha fatto registrare numeri da record sia dal mercato sud-europeo +15,8% sia da quello italiano che ha totalizzato un incremento del 9%. Le Isole Cook sono un perfetto punto di partenza per chi vuole esplorare la Polinesia Neozelandese, e l’Ente del Turismo locale afferma che per la prima volta in assoluto il numero dei visitatori mensili ha superato la cifra di 16.000. “Focus di quest’anno è la formazione – afferma Nick Costantini, GM Southern Europe per Cook Islands Tourism Corporation – In collaborazione con i principali tour operator selezioneremo le agenzie di viaggio più attive e propositive per la zona Sud Pacifico per poi formarle attraverso webinar ed un roadshow avvincente, che si svolgerà tra gennaio e febbraio 2017. Ci saranno azioni d’incentivazione e di riconoscimento per i migliori agenti di viaggio, che saranno premiati con prodotti locali delle Isole Cook e, per la prima volta, con un educational che si realizzerà ad aprile-maggio 2017. Non prevediamo di partecipare a manifestazioni trade, ma saremo presenti nelle fiere b2c in cooperazione con adv e to”. Per la stagione 2016/2017 l’obiettivo dell’Ente per il Turismo è di far passare da +9 a + 10% gli arrivi dall’Italia incrementando di una notte la durata media del soggiorno che si attesta a 9 giorni, con l’inserimento nelle programmazioni di Atiu quale terza isola da visitare, dopo Rarotonga e Aitutaki. Molto importante anche il ruolo giocato dalle compagnie aeree. In programma l’incremento degli arrivi alle Cook dall’Australia grazie al volo diretto da Sydney e di stimolare i viaggi di lusso, con l’introduzione delle nuove Business e Premium Economy Class sui voli Los Angeles/Rarotonga di Air New Zeland. “Per quanto riguarda il consumer – conclude Costantini – inviteremo la stampa di rilievo a visitare e provare le novità degli ultimi 2 anni, come Ikurangi Eco Lodge, il primo alloggio dove il lusso incontra la sostenibilità grazie alle Tende Safari dotate di ogni comforte, i tour ed i trasferimenti con i TukTuk elettrici ed i nuovi alberghi come il favoloso Nautilus Luxury Resort. Continueremo, infine, a dialogare attraverso i canali Social Media che, ad oggi, contano su oltre 16.000 follower italiani”.

Le Hawaii, una meta storica da riscoprire

Le Hawaii sono da sempre meta ambita dal turismo ma quest’anno c’è un motivo in più per andare alla scoperta dell’arcipelago. A dicembre cadrà il 75° anniversario dell’attacco a Pearl Harbor e di certo saranno in molti a voler rendere omaggio all’USS Arizona Memorial. E puntando sulla cultura sono tantissime le occasioni di arricchire il proprio bagaglio nel corso di una vacanza hawaiana. Ad Honolulu da non perdere è il museo Honolulu Academy of Art che conserva collezioni di arte asiatica, europea a del pacifico ed è  unico nel suo genere sul territorio locale. Ma le Hawaii sono soprattutto mare, natura, vulcani. Ogni località mostra qualcosa di insolito e di originale, ma ovunque si ritrova la stessa atmosfera fatta di leggerezza e bellezza.  Geograficamente appartenenti agli Stati Uniti, le Hawaii sono in realtà isole del continente Oceanico a tutti gli effetti. La più famosa tra le otto isole è Oahu che è in realtà la vetta di un una montagna sommersa ed è qui che sorge la base navale di Pearl Harbor ed è sempre qui che troviamo Honolulu. La città offre musei e centri di divertimento, shopping e cucina locale di livello. Spostandosi verso la spiaggia, da non perdere quella di Waikiki Beach perfetta per gli amanti di tutti gli sport acquatici.  Chi, invece, preferisce lo snorkelling può regalarsi una giornata  a Hanauma Bay Nature Preserve, una baia vulcanica di indiscussa bellezza. Per comprendere al meglio l’immensità e l’imponenza della natura hawaiana è consigliabile una visita agli Ho’omaluhia Botanical Garden, un giardino botanico particolarmente esteso ma che rende perfettamente l’idea di cosa si intenda per natura sovrana, l’ingresso è gratuito. Infine, per avere una visione d’insieme nulla di meglio che guardare O’ahu dall’alto salendo sulla cima di Diamond Head, vulcano spento ma non per questo meno suggestivo.

Australia: segno più per il mercato italiano

Segno più per l’Australia. I numeri parlano chiaro: nell’ultimo anno (giugno 2015/16) 73.300 gli italiani che hanno visitato la destinazione mostrano un incremento del 1.2% rispetto l’anno passato. Turismo Australia dichiara un massimo impegno verso il trade con il programma di training online che si arricchisce ulteriormente con il Premier Aussie Specialist, la categoria di Aussie Specialist ancora più coinvolta nella promozione del perchè “Non c’è Niente come l’Australia”. Verranno infatti selezionati 40 Premier Aussie Specialist che avranno numerosi privilegi ma che dovranno possedere alcuni specifici requisiti (www.australia.com). In particolare l’area che ha riscosso il maggior successo tra gli italiani è il South Australia con +26% per i flussi turistici dall’Italia. Per quanto riguarda i dati globali relativi alla spesa dei turisti da tutto il mondo (International Visitor Survey), il South Australia ha visto un aumento del 22%, salendo a 994 milioni di dollari australiani e superando il tasso di crescita nazionale che è del 15%. E’ stato registrato anche un incremento del 7% nel numero di notti totali di permanenza ( 9 milioni 627 mila). E numeri da record anche per quanto riguarda il settore crocieristico che nella scorsa stagione ha portato all’economia del South Australia 26.9 milioni di dollari australiani, segnando un nuovo record rispetto ai 10.8 dell’anno precedente. La crescita pare inarrestabile e per la prossima stagione sono previsti 52 arrivi nei porti : il South Australia accoglierà 28 navi da crociera ad Adelaide, 19 a Kangaroo Island e cinque a Port Lincoln.