La Rivista Del Manifesto
Nero Su Bianco

Serie A: Atalanta-Milan 2-3, rossoneri secondi

Calabria-Tonali nel primo tempo, poi Leao, Zapata e Pasalic

Non inganni il 3-2 finale a firma Zapata-Pasalic sotto di tre. Perché Calabria affonda subito il colpo, Tonali borseggia Freuler sulla trequarti a 5′ dall’intervallo per la corsetta solitaria col raddoppio spiazzante e l’uno-due del primo tempo consente al Milan, secondo in solitario in classifica con l’esordio verso la fine di Messias, di controllare nella ripresa, mettendo a segno anche il terzo gol con Leao, prima dell’innocuo penalty del centravanti colombiano ed il gol della bandiera del croato.

L’Atalanta, priva di Toloi (risentimento al bicipite femorale destro, salta anche la Nazionale) e di Gosens che ne avrà per due mesi, ha patito anche la defezione a metà primo tempo di Pessina, infortunatosi dopo un recupero di Tomori parso comunque pulito e sulla sfera, pagando anche la scarsa mira e una certa confusione davanti.Se Rebic è lesto ad aprire il corridoio dopo trenta secondi per il taglio vincente del suo terzino destro, bravo a infilare Musso in tap-in eludendo anche la diagonale di Maehle, al 6′ è Leao ad aprire stavolta in orizzontale per Diaz che coglie Djimsiti in pieno volto.

I nerazzurri si ridestano solo sul primo angolo a favore, al 9′, quando Zappacosta cicca il pallone e De Roon di controbalzo lo spara alto dal limite.

Inizia un confronto più aperto, con più occasioni di marca bergamasca cui i rossoneri scampano grazie ai riflessi di Maignan. Al 14′, sullo slalom (su Kjaer) e radente di Zapata con il futuro autore del bis a smorzare Malinovskyi davanti all’area piccola, e al 19′, a tiro della saracinesca di piede del portiere atalantino su Diaz in asse con Saelemaekers, quando prima chiude il palo sul sinistro a rientrare di Zappacosta per poi togliere dalla porta l’incornata ancora del colombiano sul successivo corner dell’ucraino da destra. Il caso da moviola contestato (21′) proietta Pezzella in campo con sequela tra le linee di Maehle, ma non succede granché fino, appunto, all’erroraccio in disimpegno del nazionale svizzero che sembra non avvedersi dell’arrivo del mediano lodigiano, senza scampo per un Musso indifeso. A 2′ (l’extra time) dalla pausa Kessie, che aveva fatto già muro con la schiena su Malinovskyi (18′), grazia la sua ex squadra dalla lunetta in scia con Hernandez.

Nella ripresa Gasperini inserisce Koopmeiners per Demiral facendo scalare Pezzella in difesa. La punizione di Malinovskyi (8′) fa il solletico, idem per Ilicic (14′) entrato insieme a Muriel con la rinuncia al danese, con Saelemarkers a scambiarsi la posizione con Rebic incornandone il cross al quarto d’ora: Musso stavolta è sul pezzo e la devia oltre la traversa. Discorso chiuso al 33′, quando Hernandez prende d’infilata i nerazzurri per vie centrali e la porge per il formidabile destro a giro sotto il sette del portoghese. Ilicic ci prova (38′) invano da posizione defilata, poi c’è il rigore (alla VAR) per il tocco di mano di Messias sul tiro di Zappacosta: Zaopata (41′) scarica sotto il montante. All’ultimo tuffo, Duvan da destra pesca Pasalic liberissimo davanti al secondo palo, ma è tardi.