La Rivista Del Manifesto
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Quei due panda giganti nati in Francia, lasciapassare diplomatico per la Cina

Gli esemplari sono tenuti costantemente sotto osservazione. Anche dalle autorità cinesi con la giustificazione del “prestito”

Dal fu «Celeste impero» ai parchi zoologici di mezza Europa, i panda cinesi sono diventati un’arma politica e diplomatica per dare impulsi positivi o negativi alle relazioni internazionali. E, inevitabilmente, la nascita di due esemplari di panda gigante nel parco zoologico di Beauval, nel cuore della Valle della Loira, non fa eccezione: anzi rimette la Cina in una posizione di forza con Parigi. Ieri i media francesi aprivano infatti i telegiornali con il parto della star del ZooParc: la femmina di panda Huan Huan; secondariamente, l’immagine del fidanzatino Yuan Zi.

Da una bella notizia, di quelle che fanno sciogliere di gioia zoologi, si è passati subito a «segnare il territorio». Il primo umano a toccare i cuccioli non è stato infatti un francese, ma un veterinario del Centro di ricerca sui panda giganti di Chengdu (Cina). Perché i panda vengono da lì. E il «caregiver» deve essere cinese. Coincidenza? Non proprio, visto che i panda che vivono oggi nel più famoso parco di Francia sono tenuti costantemente sotto osservazione pure delle autorità cinesi, che con la giustificazione del «prestito» di esemplari si assicurano un lasciapassare diplomatico da usare come grimaldello strategico nelle più alte discussioni. I neonati sono ancora rosa, pesano 149 e 128 grammi e servirà qualche giorno per stabilirne il sesso. Ma il fatto che siano vivi è considerato già un quasi miracolo: solo 2mila vivono allo stato brado in Cina (500 in cattività).

Per capire l’importanza di questi mammiferi nelle relazioni internazionali, basti pensare che i panda dello zoo di Beauval furono al centro dei colloqui di Emmanuel Macron in Asia nel 2019, quando il presidente francese trasmise a Xi Jinping in persona gli auspici del parco transalpino – che sperava (e spera tuttora) di preservare la coppia feconda anche dal punto di vista degli incassi. Un dossier gestito al più alto livello dello Stato che si intrecciò con la sintesi finale degli impegni sul clima (al ribasso) e contratti milionari. I nuovi arrivati saranno monitorati 24 ore al giorno prima che il pubblico possa vederli tra poche settimane. Come da tradizione i nomi saranno scelti tra 100 giorni dalla first lady cinese. Per ora, affidamento «alternato» tra le «badanti» del parco e la madre Huan Huan. Ma come si è arrivati alla nascita gemellare? Huan Huan e Yuan Zi sono arrivati in Francia nel 2012 a soli tre anni. Entrambi nati in Cina. Attraverso l’inseminazione, Huan Huan ha dato alla luce i primi gemelli il 4 agosto 2017, ma solo uno sopravvisse, Yuan Meng. Quel primo panda «cinese» nato in Francia pesa oggi più di cento chili e ha una madrina d’eccezione come la première dame Brigitte Macron. Per i cuccioli si riapre una lunga partita. L’esemplare madre dovrebbe tornare in Cina l’anno prossimo. In cambio del prestito prorogato, Macron ha offerto nel 2018 un cavallo della Guardia repubblicana al regime comunista, donandolo a Xi. Ma il cavallo non ha avuto lo stesso successo dei panda: nel 2019 non si sapeva neppure dove il governo del Dragone avesse deciso di sistemarlo, e la sua attuale ubicazione non è pubblica. La Francia invece coccola le «star» cinesi. I due panda giganti avevano provato ad accoppiarsi a fine marzo. Per precauzione, effettuata anche l’inseminazione artificiale. Tutto è andato secondo natura. Negli anni ’70, persino agli Usa furono «offerti» dei panda da Pechino: pratica sostituita da prestiti o «affitti» a lungo termine. E anche il Giappone beneficia di questa «diplomazia del panda».