Mutuo casa: cos’è lo spread? Tassi d’interesse

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Chi è in cerca di un mutuo casa e pensa di andare incontro solo ad una serie di agevolazioni, deve fare attenzione alle c.d. trappole dello spread che sono vere e proprie insidie nascoste nelle proposte di mutui allettanti per la casa.

Il risparmiatore, alle prese con numeri e previsioni, si disorienta e non sa che pesci prendere. Quando sembra  che i tassi di interesse siano bassi, c’è da considerare che lo spread sale e resta alto. Ma qual è il tipo di mutuo oggi più conveniente e diffuso?

Sicuramente quello a tasso variabile. Tuttavia non c’è mai da stare tranquilli. I tassi d’interesse, infatti, benché inizialmente siano pattuiti in una certa misura, possono variare nel corso del piano di ammortamento e diventare successivamente più elevati.

Al momento della sottoscrizione del contratto di mutuo, infatti, il tasso d’interesse si fissa in base ad un parametro di riferimento Euribor,che è estremamente variabile, in quanto è influenzato dall’andamento dei mercati finanziari e dallo spread. Quest’ultimo, non indica altro che gli introiti delle banche, ossia un dato pattuito preventivamente, ma invariabile .

Attualmente il parametro Euribor, riferito al costo del denaro, è a livelli bassissimi , attorno a 0,90%. Lo spread invece è molto alto, tra il 2,60% e il 4,00% . E qui il dilemma è chiaro: o si propende per un tasso di interesse elevato o per un maggior guadagno delle banche. In entrambi i casi chi ci guadagna è sempre la banca e il consumatore potrebbe spendere più di quanto aveva preventivato.

Altri elementi che seguono dei meccanismi molto simili  sono i tassi d’interesse dei titoli d’investimento. i BPT a più lunga scadenza, hanno generalmente un tasso del 5-6%  mentre i titoli con scadenza più breve si fermano sull’ 1,5 %. La scelta tra i due tipi sarà altamente rischiosa poiché i risultati dipenderanno dalla presenza dell’Italia nella zona Euro al momento della scadenza .

Ecco perché tra i risparmiatori sono molto più diffusi i titoli sicuri del secondo tipo, a breve scadenza. Con meno rendimento ma con più certezze. La situazione del nostro Paese è abbastanza controindicata per i risparmiatori, poiché i nostri mutui sono carissimi . Rispetto alla maggior parte dei Paesi europei, noi paghiamo 20.000 euro circa in più, a mutuo.

I nostri tassi di interesse,vanno dal  3,5% al 4,5%.

Da un punto di vista pratico, poniamo un mutuo di 150.000 euro a tasso variabile della durata di 25 anni. Il tasso d’interesse sarebbe del 3,5% e la rata mensile di 755 euro. Tuttavia, poiché gli indici del costo del denaro sono quasi ai loro valori minimi, ci si aspetta solo che possano aumentare. Nel momento in cui accadrà l’Euribor aumenterà ben oltre il 2,50%.

Lo spread dovrà rimanere però immutato. Risultato : il nostro mutuo sarà aumentato a più del 6% e la nostra rata sarà diventata di 1.000 euro.

Le banche quindi fissano sempre spread molto elevati proprio per scoraggiare i mutui .  La verità è che anche le banche hanno  difficoltà a reperire fondi per concedere credito a causa degli enormi costi che oggi gli impieghi del denaro comportano e così applicano il credit crunch, limitando l’accesso al credito con l’innalzamento dello spread.

Un rimedio a questa trappola è stato previsto col decreto Bersani/2007 che dà la possibilità ai clienti di una banca di surrogare il mutuo alle sopravvenute condizioni più favorevoli di mercato. Ma proprio questo rimedio ha aggravato il problema andando ad incidere proprio sullo spread. Le banche, infatti, allarmate dalle plausibili perdite che dovrebbero affrontare in caso di continue surroghe, per tutelarsi, continuano ad alzare lo spread. E così è come un cane che si morde la coda. Da una parte il rimedio contro lo spread, dall’altra le sue conseguenze  aumentano lo spread.

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