La truffa degli investimenti in borsa

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Il seguente testo è scritto da un presunto trader probabilmente in crisi, mi sembra giusto fornire tutte le campane in modo da valutare ogni elemento per lanciarsi in un settore particolare come quello borsistico.

“Investire soldi in borsa per alcuni può equivalere quasi a giocare alle slot machine o puntare sui cavalli..Mi permetto di affermare ciò, sulla base di 16 anni di esperienza fatta sul campo e interi capitali dilapidati.Non esistono regole,tecniche,analisi o leggi che possano aiutare il piccolo risparmiatore,la borsa valori è pilotata dai fondi d’investimento dalle banche e da chi abbia ingenti somme di denaro da potere spostare a seconda dlle proprie esigenze..Ormai i titoli non seguono più le notizie o i fondamentali dello stesso,sono alla merciè delle case di rateing, o di ingenti acquisti o vendite che ne determinano il destino..Nemmeno i dividendi offrono piu alcuna certezza,essi possono essere erogati o meno a discrezione dell’istituto che li offre.A chi pensasse di voler investire in borsa,posso dire solo che non si tratta di un investimento,bensi di un gioco,e come tutti i giochi,è regolata dalla fortuna. Investire vuol dire acquistare un valore esistente,contribuire a dare un valore aggiunto a cio che si è acquistato,vederlo,toccarlo e se è il caso farci ciò che si vuole. State lontani dalle banche e dagli investimenti sono solo delle mega truffe.”

Situazione delle borse mondiali

Stati Uniti e Germania hanno i loro indici azionari sui record di tutti i tempi, mentre il Giappone è il migliore performer dell’anno e sta riprendendo quel ruolo di traino in Estremo oriente che aveva ormai smarrito da tempo. Sembra di essere tornati a 30 anni fa, quando a dominare l’economia mondiale erano le potenze tradizionali e di emergenti non si parlava proprio.

I paesi occidentali più ricchi e dotati delle migliori strutture sono certamente un punto fermo nell’economia mondiale, ma in questa fase i loro mercati sui massimi non rispecchiano il momento che stanno vivendo: negli Stati Uniti e in Giappone c’è ripresa, ma è un ritorno di fiamma ancora fragilissimo, che può essere rimesso in discussione molto velocemente. La società Usa e quella giapponese non sono ai massimi di ricchezza di sempre, tutt’altro.

Quanto alla Germania, il paese è sicuramente ben gestito, ha compiuto scelte politiche ed economiche valide, ma ha anche problemi durissimi da risolvere, a cominciare dal fatto di essere al centro di un’area che è in crisi da quasi un quinquennio e che certamente non uscirà dalle difficoltà prima di diversi anni.

Da che cosa deriva la supervalutazione di un mercato fatto di aziende che puntano soprattutto sull’export e che si trovano al centro di un’area depressa sinceramente non è chiaro. A questo punto si può parlare di bolla? No, neppure questo è esatto. E’ vero che il boom dei mercati è dato da un eccesso di liquidità, ma è anche altrettanto chiaro che le imprese hanno saputo ristrutturarsi, hanno iniziato a puntare massicciamente sui mercati emergenti, che peraltro si stanno ampliando, come racconta la cover story di questo mese.

Questo processo avviene in aree come l’Europa in cui la disoccupazione è pesante, i consumi appaiono spesso un miraggio e la sicurezza per il futuro è simile a un buco nero. In pratica, forse per la prima volta si vede un boom fatto di aziende forti e economie deboli. Per questo più che in passato serve saper selezionare gli investimenti migliori.

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