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Gustav Klimt, il genio della Secessione Viennese

Gustav Klimt fu un artista rivoluzionario: a capo della Secessione Viennese, è oggi fra i pittori più amati a livello mondiale, con opere immortali come la Giuditta

Gustav Klimt è stato un pittore austriaco, considerato il maggior esponente della cosiddetta Secessione Viennese, un movimento artistico che prese le mosse tra Austria e Germania tra la prima metà dell’800 e la fine della Seconda Guerra Mondiale. Klimt è stato un artista rivoluzionario non solo per le sue tecniche, ma anche per i soggetti ritratti e per il suo stile. Oggi è uno degli artisti più amati, anche e soprattutto tra gli over 60.

Chi era Gustav Klimt

Gustav Klimt ha vissuto tra il 1862 e il 1918. Nato in una famiglia morava, il suo primo incontro con la creatività avvenne in casa, dato che suo padre era un orafo e un incisore. La sua arte ha vissuto diverse fasi, sebbene il grande pubblico lo conosca per alcuni ritratti di donna – o a volte di coppia – molto sensuali. La produzione di Klimt è stata grande e variegata e si è interrotta solo alla fine della Prima Guerra Mondiale, quando, dopo essere stato colpito dall’influenza spagnola, morì a causa dell’effetto letale di polmonite e un ictus.

I suoi quadri oggi sono considerati tra i più significativi nella storia dell’arte. “Sono convinto – ha dichiarato in vita Klimt – di non essere particolarmente interessante come persona. Non c’è niente di speciale in me. Sono un pittore che dipinge giorno dopo giorno dalla mattina alla sera”.

Le fasi dell’arte di Gustav Klimt

Il periodo “accademico”

Tra il 1876 e il 1883, l’artista studiò alla Kunstgewerbeschule, la scuola d’arte di Vienna, realizzando le sue prime opere di tipo accademico. Nella stessa scuola studiò anche il fratello Ernst e, con l’amico Franz Matsch, Klimt iniziò un sodalizio di tipo artistico, rivolto alla pittura di interni. I tre furono anche chiamati a dipingere pareti e soffitti nel Kunsthistorisches Museum.

 

Successivamente Klimt, insieme ai due colleghi, aprì uno studio: venne chiamato in tutta Europa a eseguire diversi lavori, da Villa Hermes – il ritiro di campagna dell’imperatrice Elisabetta – al Burgtheater, fino al Teatro di Taormina ad alcune scene del Globe Theatre. Per i suoi lavori di questo periodo, Gustav Klimt ottenne diversi riconoscimenti, tra cui la Verdienstkreuz e un premio dall’imperatore.

La sperimentazione

Il sodalizio con il fratello e l’amico Matsch non andò avanti per sempre. Il fratello morì nel 1892, mentre Matsch voleva concentrarsi sulla ritrattistica e le sue posizioni si malconciliavano con quelle di Klimt, che si stava avvicinando all’Art Nouveau.

La morte del fratello, avvenuta poco dopo quella del padre, gettò l’artista in una crisi esistenziale: si ritirò dalla vita pubblica e cominciò a sperimentare, approfondendo degli stili artistici più classici e altri che all’epoca erano ritenuti trascurati e “lontani”, come gli elementi dell’arte cinese e giapponese. Tra il 1893 e i primi anni del ‘900, Klimt realizzò l’ultima commissione pubblica, ossia il trittico Filosofia, Medicina e Giurisprudenza all’Università di Vienna, che però vennero ritenuti radicali e lascivi dalla critica dell’epoca. Di questi tre dipinti si hanno però solo delle riproduzioni fotografiche in bianco e nero, perché furono distrutti durante la Seconda Guerra Mondiale.

La Secessione Viennese

Le sperimentazioni aprirono a Klimt una strada filosofica ben precisa: l’artista decise, intorno all’anno 1897, di opporsi all’arte di parte dei suoi contemporanei austriaci e, insieme a un altro gruppo di colleghi lontani dalla cultura dominante ,fondò appunto un’associazione: “Unione dei pittori austriaci”, chiamata comunemente Secessione Viennese.

La Secessione Viennese, i cui esiti filosofici ed estetici venivano riversati nella rivista “Ver Sacrum”, fu un movimento assai eterogeneo e non strettamente codificato, nato dall’impulso a contrastare la cultura austriaca dominante: nessuna regola, tranne questa, accompagnava quindi la vita di questi artisti, tra l’altro capeggiati proprio da Klimt, che fu il presidente della loro associazione.

In questo periodo, il pittore realizzò molti dipinti fuori dalle commissioni, da paesaggi bucolici ai primi grandi ritratti che avrebbero colpito per sempre l’immaginario collettivo dei posteri. Tra le commissioni pubbliche invece si annovera il Fregio di Beethoven nel 1902.

La fase dell’oro

Contemporanea alla Secessione Viennese, che comunque era più un movimento collettivo, è invece la fase dell’oro di Klimt, quella in cui la sua arte si avvale di tecniche come appunto la foglia oro: di questo periodo sono “Pallade Atena”, “Giuditta e la testa di Oloferne”, “Ritratto di Adele Bloch-Bauer I” e naturalmente il celeberrimo “Il bacio”. Quest’ultimo ritrae la fusione di una coppia nell’atto di baciarsi, all’interno di un universo dorato e ricco di elementi diversi, come in un mosaico, che si fondono tra loro a sottolineare il senso di quest’opera.

È proprio in questo periodo in effetti che Klimt compie vari viaggi in Italia, come Ravenna e Venezia, per apprendere appunto la tecnica del mosaico. La fase d’oro terminò intorno al 1910 con il dipinto “Morte e vita”, cui successivamente cambiò lo sfondo da oro a blu. Le influenze dell’Art Nouveau, movimento all’interno del quale realizzò in questi anni il Palais Stoclet con altri colleghi, forse lo avrebbero portato a una nuova fase. Ma purtroppo morì, lasciando numerosi dipinti incompiuti.

Perché Klimt è importante nella storia dell’arte

Non si può parlare di Klimt senza accennare al suo simbolismo, non solo delle sue tecniche innovative per l’epoca. Non a caso, la Secessione Viennese annoverò non solo degli artisti tra le sue fila, ma anche il padre della psicanalisi Sigmund Freud.

Klimt si oppose allo stile naturalistico degli artisti a lui contemporanei, per recuperare gli stilemi di ispirazioni lontane, dall’Antico Egitto alla Grecia, fino a Bisanzio – con il suo oro e i suoi mosaici, non a caso – ma anche dal Medioevo e all’arte giapponese. L’arte della Secessione Viennese e quella di Gustav Klimt in particolare era un’arte libera, in cui psiche e sessualità si compenetrano indissolubilmente.

Klimt è stato anticonvenzionale: in una Vienna che appariva decadente, l’artista seppe fare arte da quella decadenza, opponendosi alle correnti artistiche dominanti e rompendo i principi assai rigidi di naturalismo e classicismo. E alcuni critici ritengono che l’opera di Gustav Klimt sia stata d’avvio per il Cubismo.

Dove ammirare le opere di Gustav Klimt

Varie opere di Klimt sono visitabili a Vienna, dal Belvedere al Museo Leopold, fino al Wien Museum, al Museo della Secessione, passando per il Kunsthistorisches Museum, il Burgtheater e il Museo di Arti Applicate. Naturalmente le opere di Klimt non sono solo a Vienna, ma in tutto il mondo, come nella Neue Galerie di New York e in varie collezioni private. In alternativa, l’opera del grande pittore può essere ammirata all’interno di tour virtuali, da gustare comodamente dal salotto di casa.