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Green pass, si potrà scaricare anche dal portale del ministero della Salute: le novità

Il ministro Roberto Speranza ha spiegato che “il numero di certificati scaricati è significativo, cresce al ritmo di un milione al giorno”. E ha stabilito che i pass vaccinali e di guarigione dalla Gran Bretagna potranno essere usati ai fini della certificazione verde anche nel nostro Paese. Intanto, le Regioni provano a mediare con il governo e chiedono un alleggerimento delle misure proposte

Sono diverse le novità che stanno emergendo negli ultimi giorni sul Green pass: dalle opzioni per scaricarlo fino alla validità della certificazione per chi viene dall’estero. Alcuni chiarimenti in merito sono arrivati, il 29 luglio, dal ministro della Salute, Roberto Speranza. Ecco tutti gli aggiornamenti.

Speranza ha annunciato che il documento si potrà scaricare anche dal portale del ministero della Salute. “Il numero di certificati scaricati è significativo, cresce al ritmo di un milione al giorno. La macchina ministeriale è comunque al lavoro per intervenire su specifiche fattispecie”, ha spiegato.

“È significativa la possibilità che arriverà nelle prossime ore di poter attraverso il portale scaricare in maniera automatica il codice, ma già oggi la app ‘Io’, le farmacie, i medici di medicina generale hanno consentito un risultato importante“, ha detto il ministro.

Alle 7 del 29 luglio erano stati scaricati in Italia 41,3 milioni di Green pass, con una crescita di 1,2 mln al giorno. Dati che segnalano “una svolta di tipo digitale nel nostro Paese”, ha poi spiegato Speranza.

Da ricordare che dal 6 agosto sarà obbligatorio mostrare il Green pass per accedere ad alcune attività, dai ristoranti al chiuso agli eventi, oltre che spettacoli all’aperto, centri termali, piscine, palestre, fiere, congressi e concorsi, cinema e teatri. A quella data, gli aventi diritto saranno 38,3 milioni, mentre i non aventi diritto 15,5.

Fra le ultime novità, anche il fatto che “i certificati vaccinali e di guarigione dalla Gran Bretagna potranno essere utilizzati ai fini del Green pass sul territorio italiano”, come prevede l’ordinanza firmata da Speranza. È stata poi confermata la mini quarantena di 5 giorni dalla Gran Bretagna.

Le Regioni intanto, a poco meno di una settimana dall’entrata in vigore dell’obbligatorietà del Green Pass, provano a mediare con il governo per un alleggerimento delle misure proposte. E, contemporaneamente, chiedono un aumento delle dosi di vaccino in modo da poter raggiungere quanto prima la tanto attesa immunità di gregge.

Ma c’è anche chi, come il presidente della Liguria Giovanni Toti, ammette di non avere alcuno scrupolo, in caso di necessità, a chiedere il certificato verde “per ogni luogo di questo Paese, trasporto, lavoro e scuola”  .

Il collega dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, propone invece di estendere il pass anche alle discoteche e sale da ballo. Un’operazione che consentirebbe non solo la riapertura dell’ “unico settore ancora chiuso”, ma anche di porre maggiore attenzione al contingentamento evitando le “troppe feste private senza controlli”.

Sul tavolo c’è anche la questione degli italiani all’estero, vaccinati con sieri non riconosciuti dall’Ema e quindi impossibilitati a ricevere il Green pass. Ed è stato lo stesso Speranza a spiegare che il problema dovrebbe essere risolto a breve, già “la prossima settimana”, come auspicato da diversi esponenti politici.

Sempre rispetto ai vaccinati con vaccini non autorizzati in Europa, “credo che debbano essere riconosciuti per il Green pass. Chi vive a San Marino e ha fatto lo Sputnik non può non essere riconosciuto dal Servizio sanitario nazionale. Mi sto battendo per questo”, ha detto Pierpaolo Sileri, sottosegretario alla Salute.