La Rivista Del Manifesto
Nero Su Bianco

“È la fine della divisione rigida tra tempo libero e lavorativo”. Parla Marco Balich

I grandi eventi, le Olimpiadi, le priorità della vita e la necessità di alzare gli occhi. Intervista all’organizzatore della cerimonia inaugurale di Tokyo 2020

Ha fondato una società che crea e gestisce grandi show, celebrazioni ed eventi globali e che ha tra i suoi obiettivi quello di aiutare a dare “emotività” ai luoghi, belli o brutti che siano (da cui l’idea di mettere accanto al padiglione italiano dell’Expo 2015 “L’Albero della vita”). Qualche anno fa, con lo show “immersivo” “Il Giudizio universale”, esperimento multimediale e viaggio tecnologico nelle meraviglie della Cappella Sistina, ha sollevato il dibattito attorno al tema “fruizione delle opere d’arte e pubblico giovane”, con puristi da un lato e innovatori dall’altro. E stavolta Marco Balich, che un tempo viaggiava tra continenti anche per 48 ore più volte al mese, è in partenza – dopo tanto tempo – per la Tokyo olimpica, dove, pur senza pubblico (questa pare l’ultima decisione), la cerimonia di apertura avrà, come altre tredici volte, la sua firma, in qualità di senior advisor del produttore esecutivo. Un advisor che ha visto la finale degli Europei di calcio da una stanza d’albergo, alle 5 del mattino, in isolamento post-volo.