Calvizie e trapianto di capelli: come e quando intervenire

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Colpisce sia uomini che donne, siano essi giovani o meno giovani, ma è una patologia che si manifesta con maggior frequenza nel genere maschile.

Non tutti reagiscono allo stesso modo: alcuni accettano la situazione mentre altri cercano di trovare delle soluzioni a un problema che può provocare insicurezza e perdita dell’autostima. Di cosa stiamo parlando? Della calvizie.

Ci sono persone infatti che vedono nella caduta dei capelli un vero problema, prettamente estetico, ma pur sempre un problema motivo di disagio a cui porre rimedio.

È risaputo che non esiste trattamento in grado di prevenire la calvizie o bloccare la caduta dei capelli ma ci sono altri metodi come il trapianto di capelli che possono essere una soluzione.

Trapianto di capelli con tecnica micro FUE

Se avete avviato le prime ricerche sul web per trovare informazioni sul trapianto di capelli di sicuro vi sarà capitato di imbattervi in articoli che pubblicizzano la tecnica Micro FUE. Ma di cosa stiamo parlando?

Il trapianto di capelli con tecnica micro FUE è una forma di autotrapianto che consiste nel prelevare i bulbi piliferi sani per reimpiantarli nelle zone diradate. Essenzialmente prevede due fasi in particolare:

  • la prima fase è quella di espianto, dove attraverso un’operazione di carotaggio del cuoio capelluto il chirurgo preleva, con l’ausilio del Punch, le singole unità follicolari dalla zona donatrice (di solito quella dietro la nuca e/o sulle nelle fasce laterali che risultano essere più folte)
  • la seconda fase, ovvero quella di impianto, dove le singole unità prelevate vengono trapiantate attraverso un implanter nelle zone diradate. Una fase delicatissima che deve essere eseguita da veri professionisti per aver un risultato del tutto naturale.

I risultati sono molto soddisfacenti quando il trapianto viene eseguito in cliniche specializzate con chirurghi estetici di livello ma molto dipende anche dalla qualità dei bulbi piliferi prelevati e dalla capacità del paziente di seguire il protocollo post operatorio. In linea generale si parla comunque di una percentuale di successo che si aggira intorno al 98%.

Shock loss e caduta di capelli dopo il trapianto

I risultati sono permanenti? È possibile che si verifichi una nuova caduta dei capelli dopo il trapianto?

Queste sono le domande più comuni di chi soffre di calvizie e decide di sottoporsi a un trapianto di capelli.

A dare una risposta è Sibel Kirpici, referente del team Jestétika Italia, l’agenzia specializzata in chirurgia estetica: «I risultati sono permanenti se il trapianto è eseguito da chirurghi specializzati e può succedere che nei mesi successivi al trapianto si verifichi una caduta dei capelli, sia di quelli trapiantati sia di quelli nativi. Ma è una caduta del tutto normale e soprattutto temporanea.

È il poco noto effetto shock loss, una perdita di capelli dovuta al trauma dell’intervento che si manifesta nel 98% dei casi e può presentarsi tra la seconda e la sesta settimana successiva al trapianto. È bene precisare che a cadere sono i capelli che risultano indeboliti e non le radici. I capelli ricresceranno nell’arco di 3/6 mesi, dunque l’effetto shock loss non deve creare allarmismo né far pensare a un esito fallimentare dell’intervento.»

Trapianto di capelli? Gli specialisti lo consigliano solo dopo i 30 anni

Altra domanda frequente in materia di trapianto di capelli è l’età in cui sottoporsi all’intervento. Il problema della calvizie colpisce soprattutto gli uomini ma non vi è una prevalenza a livello anagrafico. Può colpire in età adulta come anche i giovanissimi prima di intervenire però bisogna capire se la caduta si è arresta o meno. Proprio in merito a questo aspetto infatti molti chirurghi consigliano di non sottoporsi al trapianto di capelli prima dei 30 anni. Le ragioni sono presto dette:

  • prima dei 30 anni si è ancora nel pieno dell’azione ormonale, la caduta dei capelli non si è ancora arrestata e dunque si potrebbe correre il rischio di dover effettuare un nuovo trapianto
  • La caduta dei capelli sotto i 30 anni non è una caduta localizzata, ma può interessare nel tempo zone del cuoio capelluto diverse. Sottoporsi al trapianto in età troppo giovane vorrebbe dire correre il rischio di non ridistribuire le singole unità follicolari in modo omogeneo e avere dei risultati non entusiasmanti.

A che età dunque sottoporsi a un trapianto di capelli? Non c’è un limite ben preciso, sarà compito del chirurgo estetico fornire indicazioni a riguardo per capire qual è il momento giusto in cui intervenire per raggiungere i risultati sperati.

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