Biglietti aerei all’asta: un nuovo modo per attrarre nuovi clienti

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Cominciata come un’idea nuova di Iberia, la compagnia di bandiera spagnola, circa un anno fa, la vendita di biglietti aerei di prima classe all’asta è diventata ormai una prassi comune in quasi tutte le maggiori compagnie aeree (sono ormai almeno 30 i vettori che hanno deciso di optare per questo genere di vendita, che porta maggiori ricavi in cassa rispetto ai semplici upgrade riservati ai frequent traveller) che compiono voli di linea, tanto che le vendite si sono estese ai posti di business class.

Come funziona?

I metodi sono diversi: c’è chi mette all’asta i posti per la prima, chi per la business e chi invece per la premium economy e – scippati dell’idea – sono oggi i vettori americani a sembrare i più creativi, se non agguerriti, segnale che la trovata è anche economicamente vantaggiosa.

Delta Air Lines ha infatti già dichiarato di puntare su questo genere di vendite per i 2/3 delle proprie vendite, mentre American Airlines ha avuto un riscontro positivo dalla clientela del proprio sistema d’aste. United sta ancora valutando, mentre Virgin America ha già lanciato le aste al gate un’ora prima dell’imbarco per i soli voli su Las Vegas.

In generale il metodo è semplice: sul sito della compagnia aerea vengono offerti una serie di voli, europei o intercontinentali, con partenza nel giro di due o tre settimane. Gli utenti si iscrivono e, dopo aver ricevuto la notifica dell’apertura della gara, possono cominciare a offrire.

La base d’asta è – ovviamente – sempre bassa: ad esempio un prima classe Milano/Miami viene messo in vendita a partire da meno di cento euro, contro gli oltre 1000 euro del prezzo pieno, per le successive 48 ore si scatenano i rialzi. Quando l’asta è chiusa si assegnano i posti, e si stima un risparmio medio del 40% rispetto alle tariffe ordinarie.

E’ tutto molto trasparente: sul sito si vede chi fa l’offerta, quanti posti si possono chiedere (normalmente sono 5-6) e anche quale sarebbe il prezzo normale.

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