Applicare strategie di Growth Hacking Marketing

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Il mondo digital, il marketing online, le startup, i canali social…per chi è a digiuno sull’universo web, questi termini possono risultare ostici, se non arcani. Ma siamo nel 2017, la tecnologia, internet e il marketing sono sempre più integrate e, non a caso, connesse tra loro.

Chi desidera trasformare un’idea di business, che sia essa inerente a un prodotto o ad un’attività, deve sapere come muoversi tra le onde sempre fluttuanti del web, ed essere in grado di gestire modalità e tecniche che, tramite questi canali interattivi, possono portare a ottimi risultati in termini di visibilità e, di conseguenza risultati economici, entra cosi in ballo il Growth Hacking .

Il Growth Hacking nel dettaglio si potrebbe definire come un processo che permette di sperimentare e valutare, velocemente, un prodotto/servizio, nonché i canali di marketing sui quali investire per individuare il modo più efficace finalizzato alla crescita del proprio business.

Attenzione però: usare bene una procedura tecnica significa anche far propria la visione che questa può generare, in termini di benefici. Sperimentare in modo funzionale uno strumento significa soprattutto sperimentarne l’approccio, condividendolo in pieno; in parole povere, credendo fortemente nel suo successo, questa convinzione si ottiene con pratica e formazione.

Business in crescita grazie al Growth Hacking

Abbiamo visto come il termine Growth Hacking, nato nel 2010, comprenda in sé tutti quegli step che consentono, tramite esperimenti dinamici, di provare le soluzioni più svariate per arrivare a quella combinazione perfetta, capace di concretizzare un ritorno dell’investimento e, di riflesso, una crescita elevata.

Prima parlavamo di approccio. Ebbene, il mindset è essenziale: se i primi esperimenti non segnano il passo, l’approccio propositivo aiuterà a non vederlo come una sconfitta, ma piuttosto come ad una conoscenza aggiuntiva da annotare, uno stimolo nello sperimentare meglio

Strategia passo dopo passo con il Growth Hacking

Come ogni strumento che si rispetti, anche il Growth Hacking ha degli step da seguire, per far sì che il mindset funzioni. La prima cosa essenziale è quella di definire un’idea di prodotto che sia spendibile sul mercato. È vero che spesso il bisogno lo sia crea, ma è vero anche che la fase creativa spesso non è competenza di tutti. Un prodotto desiderato è quello che fa prolificare i consumatori, cerchiamo di non dimenticarlo.

Secondo step, una parola da fissare: SMART. Il nostro prodotto dovrà rispondere a cinque criteri:

  • Specific, ossia specifico
  • Measurable, misurabile
  • Achievable, realizzabile
  • Realistic, realistico
  • Time Based; competente nel tempo.

In questa fase è necessario determinare i propri obiettivi, che potranno variare in base a ciò che vogliamo ottenere: una startup sarà obiettivamente diversa da un ambito aziendale più tradizionale.

I traguardi di business da raggiungere dovranno viaggiare sullo stesso binario dei traguardi singoli relativi al Growth Hacking, con tanti piccoli elementi su cui effettuare il test.

Studiare i Casi di studio

Uno sguardo al passato e a ciò che c’è stato prima, è poi cosa buona e giusta. Il nostro prodotto potrebbe certamente essere unico o raro, ma spesso, proprio nell’ottica della desiderabilità del prodotto, si deve considerare che questo già esiste, perché qualcuno lo ha ideato ancor prima di te. Cerchiamo di considerare questo fatto con un’accezione positiva.

Studiando e analizzando i casi di studio precedenti, ci si potrà “fare le ossa” su tutti quegli elementi da non ripetere, senza contare il tempo oggettivamente risparmiato. Nessun timore, quindi: osserviamo con scrupolo e curiosità le strategie dei competitor. Tutto ciò servirà anche per lo step successivo, quello che porta a individuare le aree migliori del mercato, quelle su cui bisogna insistere. Illustrare le caratteristiche di forza del prodotto significherà mettere a fuoco e valorizzare, agli occhi del consumatore, il valore dell’offerta.

Studiare i processi

Utilizzare il Growth Hacking vuole dire inoltre saper riconoscere e valutare in modo clinico tutte le rilevazioni o variabili del processo in atto. Un particolare aumento delle vendite oppure le oscillazioni del traffico web, sono semplici da monitorare. Più complesso, invece, verificare l’atteggiamento che gli utenti, potenziali compratori, assumono nei confronti del prodotto.

Sperimentare ed avviare il Growth Hacking

A questo punto la sperimentazione del Growth Hacking può avviarsi. Sebbene empirica, pratica in divenire, si deve tenere a mente un fatto essenziale: mai perdere di vista ciò che si sta osservando. Definire le nostre azioni e i movimenti è fondamentale, così come lo è quello di definire un target di mercato ideale.

Essere consapevoli è la chiave di una buona riuscita, anche se non è possibile riuscire a tracciare gli eventi imprevedibili o eventuali. Per questo motivo sarebbe utile istituire un gruppo di controllo, capace di scindere i risultati capitati per caso, da quelli che risultano essere direttamente derivabili dal processo di Growth Hacking.

Al termine dell’esperimento è poi auspicabile farsi qualche domanda sulle procedure utilizzate, oltre che tirare le somme sui risultati

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