Il panorama intellettuale italiano del 1979 fu profondamente segnato dalla straordinaria esperienza della rivista Metropoli, un'eco di dibattiti che ancora risuona con intensità negli ambienti culturali contemporanei. Interdettata nel suo tempo, Metropoli rappresentò un cruciale punto di incontro per pensatori come Paolo Virno, la cui intervista offre una finestra privilegiata su quegli anni di fermento intellettuale. La capacità di Virno di analizzare e criticare i contesti socio-politici di allora permise a Metropoli di trattare argomenti di vasta portata, ponendosi come un faro di pensiero radicale.
Durante l'intervista pubblicata nella Rivista del Manifesto, Virno riflette su come Metropoli sia stata in grado di creare una rete di idee e confronti, anticipando tematiche che rimangono di grande rilevanza. Il bando della rivista non fece altro che cementare il suo ruolo pioneristico in un'Italia che si interrogava sul proprio futuro politico e culturale.
L'eredità intellettuale di Metropoli, come descritto da Virno, sottolinea l'importanza delle voci divergenti nella costruzione di un dialogo aperto e lungimirante, un principio che continua a ispirare nuove generazioni di studiosi e pensatori critici.