numero  14  febbraio 2001 Sommario

La sinistra e il voto

UNA PROPOSTA DALLE MARCHE
Edoardo Mentrasti  

Chi scrive è il portavoce del movimento `Un nuovo soggetto per ricostruire la sinistra', attivo nelle Marche. Il movimento è stato promosso, all'origine, da un consistente gruppo di compagni dirigenti e militanti Ds che, al Congresso di Torino e ancor prima, hanno ritenuto di doversi opporre apertamente alla deriva e all'approdo del partito.
Partendo da una analisi che dà per fallito e consumato, nella società innanzitutto, il progetto strategico del centro-sinistra e del suo pilastro (i Ds), noi abbiamo considerato necessario e urgente che fuori di esso si producesse una ricerca, un lavoro di chiarificazione-costruzione, una nuova dislocazione di forze, insomma un fatto, che si ponesse il compito di reagire al corso delle cose, di esercitare una funzione democratica, di spingere e di rianimare l'insieme delle forze non di destra in Italia.
L'obiettivo di medio periodo è stato ed è quello di contribuire a costruire, sul piano sociale, politico, organizzativo le condizioni di una riaggregazione di forze esplicitamente a sinistra dell'attuale linea dei Ds.
In questa direzione, iniziativa dopo iniziativa, abbiamo lavorato sul territorio delle Marche, e abbiamo incontrato nuovi compagni (alcuni quadri operai, compagni in uscita dal Pdci, ex di Rifondazione, militanti diessini in via di distacco, ecc.).
A questo sforzo di costruzione di una rete di contatti si è accompagnata una iniziativa, come dire, `dall'alto', volta a stimolare il confronto sui temi del futuro della sinistra, del processo riaggregativo, federativo, costituente. Un primo bilancio di questo lavoro lo abbiamo tirato il 24 giugno scorso ad Ancona, in un convegno di sicuro rilievo nazionale, che ha prodotto una nostra partecipazione costante all'attività della `Associazione per il rinnovamento della sinistra' e uno stabile rapporto con la quasi omonima `Associazione per la sinistra'.
Successivamente abbiamo costituito un Centro regionale di iniziativa per la sinistra alternativa promosso, per ora, da noi e da Rifondazione comunista delle Marche. Tre sono gli scopi del Centro.
Il primo: l'avvio, da subito, di un rapporto con altri soggetti e altre esperienze di movimento.
Il secondo: avviare un lavoro, concreto ed esemplare, per contenuti e per modalità, di `costruzione di forza' e di nuove radici sociali della sinistra critica ed alternativa. Esso si concretizzerà in una campagna sul salario sociale – reddito di cittadinanza, basata sul recupero di un diretto contatto, per più giorni, con i disoccupati e i precari davanti agli Uffici del Lavoro, alle Agenzie interinali ecc. Tale campagna si concluderà con l'elaborazione al riguardo di un progetto di legge regionale sperimentale.
Il terzo: costruire modalità di relazioni stabili e strutturate all'interno del Centro, che ne facciano una sede dove sviluppare il confronto, una convergenza di orientamenti e la collaborazione sulle fondamentali iniziative e scelte politiche nella Regione, prospettiva di riaggregare le forze atraverso un processo di tipo federativo.
Stiamo lavorando per un obiettivo e per un processo su cui tanti e in molte sedi, anche se in modo diverso, stanno ragionando.
Molti, però, dopo averne discusso, si sono arrestati: alcuni valutando come prioritario e indispensabile un approfondimento strategico al pari della crescita di una nuova spinta sociale, altri valutando come immatura la situazione politica (elezioni alle porte; difesa, sempre più debole e imbarazzata peraltro, delle attuali collocazioni e delle attuali forme politiche).
C'è del vero in tali argomentazioni: tuttavia, da un lato, gli spazi e i segnali di lotta che si producono come reazione naturale ai processi capitalistici, e dall'altro la crisi strategica del centro-sinistra e dei Ds che prosegue, già ora fanno pensare, in via di ipotesi, alla possibilità di un processo federativo o costituente della sinistra critica e alternativa, come stimolo necessario per una più complessiva ripresa della sinistra.
C'è chi, come noi, ha puntato in anticipo a lavorare in questa direzione, scontando di poter essere giudicati avventati o velleitari. C'è chi, in assenza di un deciso e contestuale precipitare di un insieme di condizioni, ha preferito attendere la loro piena maturazione. Il punto decisivo oggi però non è questo.
La possibilità di cui ho parlato ruota nell'immediato attorno a tre questioni.
Come si sta in campo sul piano dell'orientamento politico-elettorale e come ci si rapporta al nodo cruciale delle elezioni e a quel che esse significano per grandi masse; Come, conseguentemente, si mantiene un rapporto fra le parti interessate a un processo riaggregativo; Come, in particolare, si organizzano politicamente e si fanno vivere già oggi, in questa campagna elettorale, le forze che più esplicitamente puntano a un progetto politico di riaggregazione.
Sul primo punto condivido del tutto l'impostazione politica e la tattica elettorale avanzata da Lucio Magri nell'articolo pubblicato sul numero 11 di questa rivista. Sulla base di tale impostazione – ed è il secondo punto – occorre intensificare, nel corso della campagna elettorale, i collegamenti fra tutte quelle forze della sinistra politica e sociale che possono svolgere una funzione utile nella fase nuova che si aprirà dopo il voto.
Quanto al terzo punto, occorre rilevare che oltre all'astensionismo già sperimentato, è in atto un processo di crisi molecolare che continua e si aggrava, nel campo del centro-sinistra e dei Ds (lo rileviamo in questi giorni nelle Marche). Ne sono coinvolti tanti che non vogliono farsi rappresentare da Rifondazione: si rischia così uno sbandamento ulteriore. C'è poi un'area più o meno storica, definibile con termini diversi come area rosso-verde, area del Manifesto, dell'Associazionismo o di sinistra sociale, il cui orientamento non è ancora chiaro. Occorre discuterne tutti insieme.
Per questo proponiamo un'Assemblea Nazionale.
Oltre a quella nostra, nello scontro elettorale esperienze analoghe possono manifestarsi in altri luoghi d'Italia. Debbono esistere solo i Comitati Rutelli o le forze già organizzate nei partiti? Non c'è altro? Chiediamo esplicitamente alla «rivista del manifesto» e a tutti coloro che l'hanno promossa e centralmente la animano: questa cosa la si può fare anche se `la situazione è quella che è'?


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