DS A CONGRESSO
IMMAGINI DAL BASSO
Guido Moltedo
Sulla parete, dietro al tavolo degli oratori, un ampio olio: bandiere rosse, falce e martello, i volti di Gramsci, Togliatti, Longo, Berlinguer, "le masse". Scaffali fino al soffitto con i "classici" della sinistra e una biblioteca di libri vari, soprattutto storia. Sulla strada le bacheche con l'Unità. Le chiamano "unità di base" o Udb (territoriali, tematiche, aziendali). Le sezioni, però, sono ancora quelle d'un tempo, specie quelle vive, che non sono tante, e dirigenti e semplici iscritti, vecchi e nuovi, si ostinano a chiamarle così. Sulla carta sono ancora 5.500-6.000, molto meno che in passato, ma poche sono quelle aperte, nel senso che hanno una qualche attività nel corso della settimana e periodicamente si riuniscono. Certo, diverse hanno anche siti internet e pubblicano bollettini, operano come comitati di quartiere: hanno mantenuto intatto impegno e ruolo dell'era del Pci. Ma appunto sono sempre più rare.
A Roma città, per esempio, sono 130 le sezioni (16.900 iscritti), ma "quelle vitali saranno una ventina", dice il segretario Roberto Morassut. Una di queste è la Campitelli-Centro storico, a pochi passi da piazza Campo de' Fiori. È stagione congressuale, ed è nelle sezioni che questa volta si decideranno le sorti del congresso Ds di gennaio a Torino. Quel tanto di movimento che si vede è frutto della contrapposizione tra due mozioni congressuali, quella del segretario e quella della sinistra. Non ci fosse stata questa elementare dialettica, neppure l'occasione mobilitante di un congresso avrebbe dato vita a quel soffio di dibattito che è il sale di un partito. Come dice Aldo Carra, nel presentare la mozione due alla Campitelli, prima ancora che "mozione della sinistra" è "una mozione di servizio al partito" (secondo gli ultimi dati nazionali, il segretario ha il 80,7% dei consensi e la sinistra il 19,3).
Dalla Campitelli comincia il nostro viaggio attraverso una decina di sezioni in diverse parti d'Italia, con l'aiuto di "corrispondenti" speciali. È un campione ristretto, casuale, che non ha la pretesa di offrire una radiografia dei Ds né una foto accurata del dibattito congressuale tra gli iscritti. Alla fine, però, un'immagine vien fuori, che probabilmente è lecito generalizzare: si vede un partito "ancora molto corposo ma con seri problemi ad allargare il suo quadro attivo, con scarsa capacità d'attrazione per i giovani", come dice il segretario della Campitelli, Ezio Di Monte, un partito che mostra tutta la sua fatica di vivere, far sentire la sua voce, mentre i suoi dirigenti sono al governo del Paese e di tantissimi enti locali.
Campitelli è una sezione molto particolare. Come riferisce il responsabile del tesseramento, Marco Ansaldi, l'80% dei 340 iscritti ha la laurea, c'è una cospicua presenza femminile (40%), ha un certo numero di nuovi iscritti (74), di cui 5-6 "recuperati", cioè vecchi militanti che hanno ripreso la tessera dopo un periodo di abbandono. In più, in buona parte gli iscritti sono parlamentari o ex, giornalisti, volti noti, un po' il giro di Montecitorio. E tuttavia è una sezione che fa ancora molto nel quartiere, vive una certa partecipazione, "è sempre aperta", come puntualizza Ansaldi. Alla fine del dibattito congressuale saranno una trentina gli interventi e 99 i votanti. Un discreto successo per la mozione della sinistra (30% contro il 70% della maggioranza).
Il tono del dibattito lo dà bene l'intervento introduttivo del segretario. Il governo D'Alema, che dovrebbe essere il piatto forte della discussione, è appena evocato. Per dire pudicamente che "la partecipazione al governo ha messo in ombra il partito" e, a sua volta, "il partito ha perso il contatto con la società". Si lamenta che i massimi dirigenti ormai comunicano solo attraversa i media: "ma non bastano le tecniche comunicative, ci vuole il partito".
RIALE - COMUNE DI ZOLA PREDOSA (Bologna)
Sezione E.Berlinguer
353 iscritti nel '98, 7 rifiuti, 2 reclutati. Su 147 iscritti (quasi la metà) 79 hanno oltre 70 anni; 58 sono sopra i 50; 4 sono tra i 30 e i 40, 6 meno di 30 anni. 30 presenti. I votanti saranno 28. Mozione Veltroni 22 voti, Mozione Nuova Sinistra 6.
I intervento. Molta gente non riesce più a capire la politica. Anche dentro il partito ci sono troppe posizioni diverse. Dobbiamo decidere se vogliamo stare o no al governo, sapendo che siamo in una coalizione e dobbiamo trovare l'accordo con gli altri. Bisogna fare le riforme altrimenti la gente non ha più fiducia. Questo governo qualcosa ha fatto ma non sa vendere i suoi prodotti. Sulla guerra io sostenevo che non bisognava andarci. Però adesso dico che mi sono sbagliato: se non c'era l'Italia, la Nato avrebbe bombardato di più e fatto l'intervento di terra. Noi eravamo abituati a pensarla in una certa maniera e sulla guerra abbiamo fatto fatica a capire. Veltroni sul comunismo e la libertà doveva sapere che la ricaduta sarebbe stata pessima in un partito che non è di giovani.
II intervento. Questo partito non parla più ai cittadini e ai suoi iscritti. Non fa più analisi sulla realtà delle persone: ad esempio, non dice delle nuove povertà e parla di uno stato sociale che mette gli anziani contro i giovani.
III intervento. Il partito non è fatto di intellettuali e non si capisce questa storia delle mozioni. L'intervento è tutto incentrato sui temi del Comune di Zola Predosa.
IV intervento. Rimbocchiamoci le maniche e cerchiamo di mettere a posto le cose sapendo che abbiamo alle spalle anni di malgoverno e che purtroppo stiamo governando da poco.
V intervento. Alla base si va alla resa dei conti dentro le sezioni, mentre ai vertici i dirigenti vengono sempre difesi.
La platea congressuale è in vastissima parte di anziani. Su 30 presenti all'inizio, 7 sono le donne e 4 le persone al di sotto dei trent'anni. L'immagine è quella di un partito avviato verso il declino. Non c'è passione, non c'è voglia di capire, tenuto conto che siamo a Bologna dopo il disastro. Al momento della votazione i compagni e le compagne volevano sentire elencati distintamente i nomi dei primi firmatari della 1º e 2º mozione. Alla lettura dei nomi sparivano dubbi e confusioni. "Certo, bisogna votare le mozioni di Veltroni perché è il Segretario del Partito". Un partito così ridotto dovrebbe preoccupare enormemente il segretario e la sua maggioranza.
NAPOLI Sezione di Montecalvario
Sulla stampa il congresso dei Democratici di sinistra di Napoli è partito male, ma lo svolgimento dei primi congressi di base mette in luce un dibattito inatteso e una partecipazione che tra città e provincia tocca la media del 55-60%. La mozione Veltroni ottiene una sicura maggioranza, ma quella della Nuova sinistra, raccoglie un significativo successo, circa il 32%.
La denuncia di un rigonfiamento del tesseramento, dopo la convocazione dell'assise di Torino, ha impervesato per giorni sui giornali cittadini. Il tesseramento del 1998 si era chiuso con 22.000 iscritti a livello provinciale, circa altrettanti ne contava a settembre quello del 1999. Ma il 20 ottobre, termine ultimo di iscrizione per assere ammessi al voto nei congressi di base, i dati provinciali registravano 34.000 tessere. Gli incrementi riguardavano quasi tutte le componenti, ma la goccia che aveva fatto traboccare il vaso erano le 4.000 tessere dei laburisti, reclutate tra ex militanti socialisti ed iscritti alla Uil. Una commissione provinciale, d'intesa con l'organizzazione nazionale, ha chiuso il contenzioso ammettendo 28.000 tesserati.
Se da un lato la mozione di Walter Veltroni ha allargato i consensi, oltre ai Comunisti unitari, a un pezzo di sinistra puteolana, oggi schierata con D'Alema, la mozione di sinistra ha acquisito ex miglioristi, alcuni dei quali già schierati contro i bombardamenti su Belgrado. Ma l'apporto più importante alla seconda mozione è venuto dai militanti della Fiom, nonché da quadri della Cgil, in contraposizione al segretario della Camera del Lavoro che ha firmato con il documento di adesione di Nerozzi, Benetollo, Crucianelli ed altri in appoggio a Veltroni..
La particolarità del congresso napoletano è rappresentata anche dalla presenza di Bassolino, che influenza il dibattito e gli stessi schieramenti.
La sezione è nei Quartieri spagnoli. Quartiere di artigiani, piccola borghesia e di sottoproletariato, con zone di degrado, era regno di Lauro negli anni 50 e votava a destra fino agli anni settanta. Negli anni 80 cambia la composizione sociale, con maggiore presenza di uffici, commercio, imprese artigiane, locali e teatri sperimentali, residenze di ceto medio, ma con una contemporanea presenza di camorra e microminalità.
Iscritti: 206; età media: 47 anni.Votanti: 125, pari al 60% degli aventi diritto.Mozione Veltroni: 90 voti; mozione Nuova sinistra: 35 voti.. Interventi nel dibattito: 11.
I intervento. Dobbiamo saper parlare a quella sinistra diffusa che non è organizzata per rafforzare il polo di sinistra della coalizione e superare la diaspora che si è prodotta in questi anni. Dobbiamo far leva sulla risorsa partito non solo per difendere il centrosinistra e contrastare Berlusconi, ma per dare forza alla leadership di D'Alema che viene attaccata oltre che dalla destra anche dal centro presente nella maggioranza. Non capisco la polemica di sinistra contro il governo: di fronte a questi attacchi, da che parte sta?
II intervento. Nel '97 Bassolino è stato eletto con il 75% dei suffragi, ma nel '99 le europee non sono andate bene per la sinistra e per il nostro partito. L'immagine del centrosinistra si è appannata a livello nazionale ed anche a Napoli, dove l'assenza di Bassolino, in questo anno che ha fatto il ministro, si è riflessa sull'azione dell'amministrazione. Quanto alla candidatura di Bassolino alla regione esprimo perplessità: possiamo rischiare di perdere il comune di Napoli?
III intervento. Ho sofferto durante i mesi della guerra nel Kosovo. Credo che oggi a livello sociale ed economico è più complesso definire un programma di sinistra, ma certamente un governo di sinistra non può fare la guerra con la Nato, scavalcando l'Onu.
IV intervento. Trovo che con molta leggerezza si dice: approviamo la finanziaria, poi si vedrà. Un ricorso alle urne prima della scadenza naturale della legislatura è più favorevole per noi? Ho molti dubbi in proposito. Io dò un giudizio positivo dell'azione del governo, soprattutto se pensiamo allo sfascio che abbiamo ereditato e ai propositi di restaurazione oggi in atto. Oltre alla beatificazione di Padre Pio avremo anche il Beato Giulio?
MONTELLA (Avellino) Sezione "E.Berlinguer"di Montella, sindaco Ds e giunta di sinistra.
La sezione (entità medio-grande sulle 73 sezioni provinciali) ha 63 iscritti, 3 in più del 98, di cui 12 donne. L'età degli iscritti: 7 meno di 30 anni, 28 dai 30 ai 50 , 17 superano i 50 anni e 11 sono sopra i 70. Presenza media: 35 persone. 8 interventi.
I intervento. Sono per la mozione di sinistra perché contesto la cancellazione di una storia che nulla ha a che vedere con quella dei paesi dell'Est. C'è un'ipocrisia nella mozione Veltroni che non dice la verità su una globalizzazione che non difende i ceti più deboli. Tuttavia il partito può crescere solo se resta unito.
II intervento. Il Ppi non è stato qui quello che è altrove, qui continuano a rimanere democristiani. Sulle questioni generali: il primato assoluto del mercato, cioé il modello americano, porta a 30 milioni di disoccupati. Ecco perché ci vuole una risposta socialista, quella che sta dando Jospin.
III intervento. Il governo sta operando bene nella scuola, così come nella politica sociale della Turco. Media, ma non al ribasso. Con i Popolari bisogna confrontarsi senza subalternità perché non è vero che quì sono anomali, semmai c'è anomalia in alcuni compagni.
IV intervento. Il fallimento della società che ci propongono è negli Usa. E il Kosovo è stato fatto per gli interessi forti dell'America, altro che intervento umanitario.
V intervento. L'incontro di Firenze (con Clinton, Blair, Jospin) è un errore e dimostra che si vuol portare il partito verso una perdita di valori.
Votano 22 iscritti. Mozione Veltroni: 8 voti; mozione di sinistra: 14 voti. L'assemblea, con scarsa presenza di giovani, registra nel dibattito una buona capacità di leggere i movimenti più generali che investono la sinistra in questa fase, nel mondo e in Italia. Colpisce, però, l'incapacità di legare le grandi idee al proprio territorio, riducendo spesso la questione locale a una snervante analisi del sangue del Ppi (siamo nel regno demitiano).
SEZIONE DI BARLETTA (Bari)
90 mila abitanti. Capitale del distretto della scarpa sportiva e della maglieria, un tempo decentralizzato nei bassi e nei laboratori dell'intero circondario, oggi delocalizzato anche al di là dell'Adriatico e oltre. In mobilitazione permanente, da anni, per conquistare la sesta provincia pugliese.
Iscritti: 1.063 aventi diritti al voto, ufficialmente riconosciuti dalla Commissione verifica poteri, con un balzo di oltre 400 iscritti rispetto al 1998. Ricca la presenza di repubblicani, socialisti, cristiano-sociali rispetto a circa 450 iscritti ai Ds e alla Sinistra giovanile.
Partecipazione: si oscilla tra i 40 e i 100, con una presenza media di 60 persone, tra iscritti e invitati.
Curioso avvio con uno spot pro-governo, e sommessamente pro-mozione Veltroni, del consigliere del presidente del consiglio, Nicola Rossi. Va subito via senza ascoltare nulla e nessuno. Calorose strette di mano per il presentatore della seconda: "hai parlato col cuore, ma voteremo col cervello".
Relazione del segretario cittadino, integralmente dedicata per 9 cartelle su 10 alle questioni amministrative locali.
Secondo giorno. Il previsto dibattito non inizia. L'intera mattinata scorre tra contestazioni sul reale numero degli iscritti e sul tesseramento. Alcuni denunciano la costituzione di un "partito delle tessere" e chiedono di sapere se è vero che, rispetto alla tessera Ds dal costo di lire 50 mila, vi siano tessere da 5 mila lire.
Pomeriggio. Inizia la discussione, quasi integralmente dedicata dalle questioni cittadine e amministrative: un vizio, già del Pci, ora dilaga.
I intervento. La tradizione del socialismo ora può irrobustire i Ds e domani un Grande Ulivo; qui a Barletta abbiamo anticipato l'esperienza nazionale del centro-sinistra.
II intervento. Non c'è contrapposizione tra le mozioni; bene l'Ulivo ma senza abiure per il passato; la modernità in Italia è avanzata con le lotte popolari; bene il governo D'Alema, ma anche quello Prodi ingiustamente fatto cadere; no all'egemonia dei cattolici e della scuola privata.
III intervento. C'è un grande problema di comunicazione nel partito, non c'è rispetto per l'altro. Come si può affermare una flessibilità nel mondo del lavoro che non significhi precarizzazione?
IV intervento. L'ondata neoliberista sta facendo disastri, si pensi al lavoro infantile. L'Ulivo è appassito. Quando si arriva alle guerre sul tesseramento è una sconfitta per la politica. Torniamo a vincere come "Luna rossa".
VI intervento. La sinistra è ai limiti storici; in Europa e in Germania si inizia a perder colpi; fa eccezione solo la Francia; perdiamo militanza e giovani; il nuovo fenomeno dell'astensione è frutto delle nostre scelte; nel lavoro dominano ormai le forme atipiche e illegali; come comunista unitario annuncia che voterà la seconda mozione.
Si chiude il congresso anticipatamente senza sfruttare il terzo giorno per le votazioni. Il voto sulle mozioni è fatto per alzata di mano collettiva, e non su chiamata nominativa come da regolamento, con il risultato che su circa 60 presenti si contano 22 mani alzate per la prima mozione e 4 per la seconda.
SEZIONE DI ASPRA (frazione di Bagheria, Palermo)
63 iscritti - 40 del '98 e 23 del '99; 36 sono sotto i 30 anni, 11 tra i 30 e i 40 anni, 12 tra i 40 e 50 anni, 4 sono oltre i 50 anni. 35 presenti, votanti 32. Mozione Veltroni 30 voti, Mozione Bandoli 2 voti.
Relazione del segretario. Il congresso è importante perché alle soglie del 2000 segna un passaggio cruciale per la sinistra italiana. Nel nostro paese bisogna creare una grande sinistra all'interno di un grande Ulivo.
II intervento. A favore della mozione di Veltroni, perché la mozione Bandoli ricorda la linea politica del PCUS. Non è più tempo delle crociate dei lavoratori e solo dei lavoratori.
III intervento Ho deciso di aderire ai Ds perché i Ds sono l'unico partito che si è aperto a fasce di persone che con il comunismo non hanno niente a che fare.
IV intervento. Sono a favore della mozione di Veltroni, anche se in nessuna delle due mozioni ho sentito parlare del valore della politica. Voto la prima mozione perché cambiando i tempi deve cambiare anche la politica.
V intervento. Non rinnego il mio passato di comunista; sono iscritto al partito dal 1956. Veltroni ha fatto quelle dichiarazioni sul comunismo perché è un compagno moderno. Io voto la mozione 1 perché ho condiviso tutti i passaggi dell'evoluzione del nostro partito, e poi perché penso che uno dei problemi di questo partito siano sempre stati gli intellettuali (come i sottoscrittori della mozione 2). A Bologna il partito ha perso per colpa della classe intellettuale della sinistra bolognese.
Il livello della discussione è scarsissimo, e scarsissimo è il desiderio di confronto tra gli iscritti (il segretario faceva fatica a trovare iscritti a parlare). La platea è principalmente composta da alcuni soci di una Cooperativa sociale alcuni dei quali anche iscritti al partito, senza alcun interesse per la discussione. In tutta la riunione non è pronunciata neanche una volta la parola MAFIA, in un comune, peraltro commissariato per infilatrazioni mafiose nella sua giunta.
MILANO Sezione E. Ragionieri.
Territorio della sezione è all'estrema periferia nord-ovest di Milano, nel quartiere San Leonardo, in una zona popolare a forte edilizia pubblica e cooperativa. 19% ai Ds alle ultime elezioni.
113 iscritti (8 reclutati, 5 rifiuti, 3 persi)
Prima serata. Presenti: 25 iscritti (16 oltre i 60 anni, 7 di età media, 2 giovani, 2 donne, 22 provenienti dal vecchio Pci) e 5 invitati.
I intervento. Grazie alla svolta siamo vivi e grazie alla scelta dell'Ulivo siamo al governo. In questi ultimi tempi due rotture, il fallimento della Bicamerale e la scelta di Rc. Le difficoltà attuali del governo nascono da qui. Ma stiamo dimostrando di essere una forza di innovazione con la riforma della scuola, del welfare, e la lotta all'evasione. Siamo un esempio per la sinistra europea, e la guerra avvia nuove forme di impegno nella difesa dei diritti umani, la ricerca di un nuovo internazionalismo. Questo è stato il secolo dell'0locausto, ma anche dei gulag.
II intervento. Tema del congresso è quale partito vogliamo, e le due mozioni danno risposte diverse. La politica verticistica allontana i cittadini e i giovani, e le ultime dichiarazioni di Veltroni offendono i compagni, cioè il partito. Si cercano voti al centro anche con l'arma del revisionismo storico, ma la corsa al centro, quando si astiene il 40%, è una follia.
III intervento. Non ho letto i documenti, a me interessa la sezione, e so che col fatto che tutti sono impegnati fuori (Sunia, coop, giornale, consiglio di zona, ndr), non ci viene più nessuno. Fra i 14 miliardi restituiti a Poggiolini e l'esaltazione di Craxi, io no ci capisco più niente: mi sembra tutto un gran casino.
IV intervento (ragazzo di vent'anni). Mi sono iscritto perché all'origine di questo partito c'è la Resistenza, dedizione e spirito di comunità: Il Pci ha dato speranza agli oppressi. Nessuno potrebbe mai immaginare Ingrao o la Iotti con la villa a Hammamet. Veltroni ha offeso tutto questo. Tutta la sinistra europea liberista perde, solo Jospin, che ha un'altrra linea, va bene.
V intervento. Dobbiamo essere orgogliosi che un ex pioniere governa il paese. Le abiure comunque portano all'astensionismo anche i compagni. Bisogna recuperare i compagni di Rifondazione. Attenti, con le chiacchiere sulla flessibilità, vogliono riportare i lavoratori nelle condizioni di quando io ero giovane, e erano molto brutte. Era proprio necessario fare due mozioni?
VI intervento. A sentire il primo che ha parlato va tutto bene. Io dico solo che abbiamo un democristiano come segretario, e che finchè c'è lui non rinnoverò la tessera.
VII intervento. La seconda mozione non vuole dividere ma rafforzare il Partito. Nella prima mozione cè anche chi vuole il Partito Democratico all'americana, il nostro è un contributo di chiarezza e di democrazia, sennò si torna al Partito monolitico. Rifondazione Comunista ha sbagliato, ma non è un avversario, bisogna unire la sinistra, perché la destra è unita.
Perché siamo ai livelli di voto più bassi della storia? Perché abbiamo perso a Bologna? (interruzione: perché ci martelliamo i coglioni) no, perché non siamo credibili fuori. Perché dare per scontato che i giovani in futuro dovranno vivere alla giornata? Come difendiamo i diritti del lavoro? (interruzione, prima voce: ma tu, sei contro la destra o contro il governo? seconda voce: è la corsa verso il centro che ci sta rovinando).
Seconda serata. Presenti e votanti: 30 (15 al di sopra dei 60 anni, 13 di età media, 2 giovani, 7 donne)
I intervento: Mi sono formata nel Pci e critico il metodo delle dichiarazioni di Veltroni. Sulle questioni internazionali è scomparsa qualsiasi analisi del mondo. Dal crollo dell'equilibrio est/ovest nulla, solo la guerra, con cui resto in pieno disaccordo. Cosa intendiamo per diritti umani? Sono le politiche del Fondo monetario a creare miseria e anche immigrazione:.
II intervento. Ho letto le due mozioni, che contengono risposte diverse: La discriminante è la fine delle ideologie: per questo sto con Veltroni, perché non solo è fallito il comunismo, ma anche la socialdemocrazia appare esaurita.
III intervento. Quando si presentano diverse mozioni i compagni si disorientano. Spero che questa volta non sia il preludio a una nuova rottura. Non condivido le critiche sulla rincorsa al centro, che non è più la Dc degli anni cinquanta. Sennò che dobbiamo rincorrere? Bertinotti, che con i Bot ci ha fatto perdere nel '94 e ha fatto la crisi nel '98? Che dice di difendere i lavoratori e porta scarpe da settecentomilalire, le Tod's? Meglio rincorrere il centro.
IV intervento (il ventenne della prima serata reinterviene). Rincorrere il centro ci fa perdere voti, rincorrere la sinistra vuol dire rincorrere noi stessi, perché noi dobbiamo essere la sinistra. Se l'asse si sposterà troppo al centro non potremo più difendere i lavoratori. Nelle scuole, la sinistra giovanile non esiste: i giovani, o sono qualunquisti, o stanno con i radicali, Cl, i Centri sociali e Rifondazione comunista.
V intervento. con il cuore sto con la seconda mozione, con la ragione voto la prima perché contro questa destra bisogna essere guardinghi. Non dimentichiamo i valori della Resistenza.
VI intervento. rispondo al giovane compagno. Per un giovane è facile stare con Cl, con i radicali o con Rifondazione. Bisogna avere il coraggio di assumersi, anche tra i giovani, la responsabilità e l'orgoglio di essere al governo.
Risultati del voto sulle mozioni: Mozione uno, 19; Mozione due, 11. È stato approvato senza voti contrari il progetto "Sinistra 2000", che per ammissione degli interessati, quasi nessuno aveva letto.
La Ragionieri rappresenta una delle diverse tipologie delle sezioni dei Ds milanesi: una sezione dell'estrema periferia della città, in una zona popolare, inserita in quel che resta della rete di cooperative, Sunia, consiglio di zona, giornale di quartiere, qualche diffusione domenicale. A occhio una sezione più popolare, più anziana, più maschile, più "di sinistra " della media del Partito milanese. L'impressione è di incontrare quel che resta di una robusta sezione del Pci degli anni 80 (ben 27 dei 30 presenti l'ultima sera provengono dal Pci).
Particolare curioso ma, pare, non infrequente: gli unici due giovani presenti (un ventenne, e un trentenne che ha presentato la mozione) si sono schierati con la mozione due.
In gran parte degli interventi degli anziani si coglieva ancora la fiducia incondizionata nei dirigenti e il timore del pericolo di destra. Verso chi sta con il documento di minoranza permane insofferenza e una certa aggressività.
COLLEGNO (Torino) Unione comunale di Collegno
217 iscritti nel '98. Età media tra i 50 e i 60 anni. Presente un gruppo di giovani. Al congresso presenti 45-50. Voto: Veltroni 44, sinistra 29
I intervento. Un vecchio compagno: Non voglio dividermi, non volevo venire a congresso. Sono dell'Anpi. Non ho fiducia che serva il dibattito. Sono venuto per la seconda mozione ma non ho speranze in una svolta effettiva.
II intervento. Sono stato socialista, adesso sono nei diesse. Ho sostenuto il compagno Craxi e oggi sostengo D'Alema perché bisogna sostenere compagni così impegnati in ruoli tanto difficili.
III intervento. Ho letto con attenzione le mozioni. Molti argomenti mi porterebbero a votare la sinistra ma invece, all'ultimo momento e con sofferenza, decido di votare la mozione Veltroni. Perché voglio dare fiducia al segretario e perché governare è difficile.
IV intervento. Sono molto soddisfatta della discussione congressuale a mozioni perché le mozioni riaprono una discussione. Sono rimasta molto colpita del fatto che alcuni co-fondatori avessero detto che le riunioni della sinistra in preparazione del congresso fossero come quelle di Rifondazione. Invece io, che ho sostenuto la svolta di Occhetto, penso che, come accetto i linguaggi e le culture di chi viene dal mondo socialista o cattolico, anche gli altri devono accettare i linguaggi della sinistra.
V intervento. Le due mozioni non sono alternative ma si completano. Per avere un completamento sostengo la seconda mozione perché mi pare che siano più forti le idealità che esprime. Mi auguro che Veltroni sappia fare una sintesi delle due posizioni in campo.
Collegno è stata per decenni una roccaforte del vecchio Pci con percentuali bulgare alle elezioni. A questo congresso il 45% degli iscritti non viene dalla storia del Pci‚ da quella del Pds, ciò che rende rilevante il successo della sinistra. Non si è ritenuto di votare il documento interpretativo proposto dal senatore Rocco Larizza, ex operaio Fiat, sostenitore di Veltroni con qualche mal di pancia operaista. Il documento Larizza, osteggiato anche dalla mozione di sinistra perché accusato di portare acqua al mulino veltroniano, è stato messo ai voti ma ha ottenuto l'astensione generale con il solo voto favorevole del presentatore. La mozione di sinistra non raccoglie al suo interno gente che si oppose alla nascita del Pds, anzi è gente che ha fatto la battaglia per Occhetto. I delegati al congresso sono 10. La sinistra ne prende 4 e manda due giovani con meno di trent'anni, una donna e un pensionato, ex operaio delle meccaniche Fiat.
CALANGIANUS (Sassari) Sezione Antonio Cassitta
55 iscritti nel 1998, 3 reclutati nel 1999; età (su 32 iscritti su 58); 5 oltre i 70 anni; 15 oltre i 50 anni: 10 tra i 30 e 40 anni: 2 meno di 30 anni. 50 presenti al congresso. I votanti sono 32: mozione Veltroni 32; mozione Nuova Sinistra: 0
I intervento, Caterina Cassitta (è figlia di Antonio, al quale è intitolata la sezione: fondatore del Partito comunista sardo, un'esperienza che durò lo spazio di due anni, tra il 1943 e il 1944, avversata duramente da Togliatti). Riprenderò Gandhi, per dire che non voglio una casa murata, con le finestre sbarrate, ma la voglio aperta, voglio che ci soffi il vento di tutte le culture. Così immagino i Ds, per questo voto la mozione Veltroni. Io credo in questo partito, però rivendico con forza la coerenza, la ricchezza, lo slancio che è stato del Pci e anche personale, di noi che lo abbiamo vissuto. Io dico: non svendiamo la nostra eredità.
II intervento. I Ds devono essere un partito socialista aperto al mercato, ma solidale, impegnato più che mai a farsi promotore delle istanze dei deboli.
III intervento, senatore socialista eletto nell'Ulivo. Leggendo la mozione Veltroni mi sono detto: se queste cose il Pci avesse avuto il coraggio di scriverle quindici anni fa, noi socialisti saremmo entrati già allora nel partito.
IV intervento, capogruppo Ds a Cagliari. Oggi più che mai, il partito deve essere aperto alla sinistra diffusa, a quella che ha portato il nostro amico Antonio Sircana ad aprirsi verso gli altri, verso chi ha bisogno di aiuto (Sircana, medico di Calangianus residente a Olbia è uno dei volontari della Caritas morti sull'aereo Pam precipitato sui monti di Pristina, ndr). Quella rete di solidarietà, di umanità non possiamo né dobbiamo ignorarla.
Calangianus, paese di 5000 abitanti nell'alta collina fra Olbia e Tempio, nessun disoccupato, ha un'economia floridissima imperniata su un tessuto di piccole e medie imprese di lavorazione del sughero, esportato in Europa e negli Usa. Il Pci-Pds ha sempre avuto una buona base sociale ed elettorale, ma è sempre stato all'opposizione, come adesso, dopo una rottura con il Ppi che amministra il paese.
Circa sessanta iscritti, cinquanta sono presenti al congresso. C'è una alta età media, una grande difficoltà a parlare, il segretario non svolge una relazione. Tra i primi interventi, due donne che dal loro posto hanno lamentato i primi, preoccupanti segnali di scollamento generazionale, le cui conseguenze sono state pagate soprattutto dagli anziani, che non hanno spazi, opportunità, neppure il centro di aggregazione sociale.
SCANDICCI (Firenze) Sezione centro
176 iscritti nel 1998 (di cui 57 donne), 6 rifiuti, 5 reclutati. Età media 65 anni (3 iscritti sotto i 25 anni), Partecipanti al congresso nella prima serata: 31 (di cui 22 iscritti). 3 donne presenti (di cui 2 iscritte), nella seconda giornata: 22 (di cui 1 donna). Al momento del voto, gli aventi diritto sono diventati 29 mozione Veltroni 28 voti.
I intervento. Sono contento che siano state presentate due mozioni, perché così si può cominciare a discutere. Della seconda apprezzo particolarmente la parte relativa al partito (rifiuto del leaderismo, no al partito delle istituzioni, rilancio della democrazia interna), mentre la mozione Veltroni rimuove il tema della nostra crisi e delle sue ragioni. Sulla guerra: è vero che è stata una sconfitta della sinistra, è giusto richiamare il ruolo dell'Onu, ma cosa sarebbe successo senza l'intervento militare?
II intervento. Sono un "ulivista" convinto da lunga data, ma vedo un ruolo debole e subalterno della sinistra nella coalizione. E questo perché deboli sono oggi le ragioni della sinistra. I suoi principi fondativi sono da sempre stati "uguaglianza dei diritti e libertà". Ma come si declinano questi valori nella società ridisegnata dai grandi sconvolgimenti della nostra era? La 1° mozione tenta qualche risposta (anche se parziale ed approssimativa), ma certo questa tematica non viene nemmeno sfiorata nella seconda mozione, più preoccupata a difendere le conquiste del passato.
III intervento. Un lungo elenco dei meriti del governo, in particolare di quello D'Alema. È il partito che non ha saputo valorizzare le conquiste, anche se ultimamente, con la gestione Veltroni, c'è una inversione di tendenza.
IV intervento, legge un intervento scritto, ma, essendo molto anziano, è quasi del tutto incomprensibile: la sostanza comunque è che le cose non vanno molto bene, ma bisogna dare fiducia al segretario e a D'Alema.
V intervento. Il problema della democrazia interna è la questione prioritaria e bene ha fatto la 2° mozione a sollevarlo: si sta scivolando velocemente nella telecrazia e noi siamo solo spettatori. D'altra parte, non ci sono grandi differenze tra le due mozioni.
VI intervento (intervento scritto di 6 cartelle fitte, 30' minuti di riassunto della mozione 1 e di piena adesione. Anche se al termine della lettura, dalla sala chiedono se si tratta della 3° mozione).
VII intervento. Inconcepibile come è stata posta da Veltroni la questione del rapporto tra comunismo e libertà. Veltroni è giovane, ma io che ho 86 anni, me lo ricordo con i pantaloni corti nella FGCI. È possibile che ci abbia messo tanti anni per capire che nell'URSS non c'era libertà? Nel '56, al congresso del PCI, proposi un minuto di silenzio per i lavoratori ungheresi: mi alzai solo io!
VIII intervento. Voto entrambe le mozioni: perché sono d'accordo con le indicazioni della 1°, ma condivido anche il grido di preoccupazione presente nella 2°, nella quale mi ritrovo anche sulla posizione sul Kosovo.
Il clima del dibattito è stato civile, senza toni aspri: alla presentazione delle mozioni la sala ha reagito applaudendo in maniera equanime entrambi i relatori. L'unico intervento (e voto) della seconda mozione è stato accolto con grande calore, non solo per il rispetto dovuto ad un anziano dirigente (peraltro, distintosi in passato per la sua costante adesione alle tesi amendoliane), ma per il consenso ai contenuti, espressi con lucidità impressionante. La cosa più curiosa è che quasi tutti gli interventi potevano benissimo essere a sostegno indifferentemente dell'una o dell'altra mozione e l'esito del voto finale, stando al dibattito, non rende giustizia, essendo riconducibile ad un conformismo intramontabile. Salvo alcune rare eccezioni, chi ha parlato copre cariche istituzionali: consiglieri comunali, provinciali, amministratori, un manager di rilievo. Un solo intervento di un giovane studente universitario, anch'egli consigliere comunale.
Mozione Veltroni 28 voti, Mozione Bandoli 1 voto.
Con la collaborazione di Katia Zanotti, Mario Catalano, Michele Fumagallo, Isidoro Davide Mortellaro,Antonio Rubino, Edgardo Bonalumi, Paolo Griseri,Guido Piga, Roberto Teroni