Cari lettori, cari abbonati,
Nel numero 56 potrete leggere le motivazioni che ci hanno portato a decidere di concludere questa esperienza. Vogliamo ringraziarvi, avendo ben presente che 8000 lettori (tra cui oltre 2000 abbonati) rappresentano per una rivista di cultura politica un patrimonio importante di attenzione.


La rivista del manifesto


LE RAGIONI DI UN COMMIATO

La Rivista si trova in una crisi seria, tanto che coloro che l'hanno promossa e finora diretta hanno deciso di sospenderne la pubblicazione. Non è una crisi editoriale: ancora quest'anno abbiamo venduto in media oltre ottomila copie; il deficit di bilancio - pur senza pubblicità o pubbliche sovvenzioni - è tale da poter essere coperto con poco sforzo. L'area politica alla quale ci siamo rivolti è ancora vasta e si pone i nostri stessi interrogativi. Perché mai allora, e in che senso, riconosciamo una crisi e, per ciò che ci riguarda, mettiamo in gioco l'impresa? Dobbiamo dare, anzitutto ai lettori, una risposta veritiera e convincente; e in questo numero cerchiamo di farlo, a più voci. La mia è solo una tra le altre; occupa uno spazio più ampio solo perché in questi anni ho svolto un lavoro di coordinamento e debbo renderne conto ripercorrendone l'itinerario. Se dovessi ridurmi all'essenziale, in poche parole, direi semplicemente che, allo stato dei fatti, la Rivista è venuta `esaurendo la sua spinta propulsiva'. Per ragioni soggettive ed oggettive. è tuttora una buon prodotto, - `interessante', ci viene spesso detto - ma è inadeguata non solo rispetto alle proprie ambizioni, forse esagerate, ma rispetto alle necessità.
[continua]




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